Il Premio Nazionale per l'alto valore scientifico assegnato ogni anno dalla Società Italiana di Otorinolaringoiatria (SIO) è stato vinto da una ricerca congiunta condotta dal Centro di Ricerca Interdisciplinare sul Linguaggio (CRIL) dell'Università del Salento e dall'Unità Operativa di Otorinolaringoiatria dell'Ospedale "Vito Fazzi" di Lecce.

Una ricerca interdisciplinare sviluppata grazie alla collaborazione fra il Centro di Ricerca Interdisciplinare sul Linguaggio (CRIL) dell'Università del Salento, diretto dal Prof. Mirko Grimaldi, e l'Unità Operativa di Otorinolaringoiatria (ORL) dell'Ospedale "Vito Fazzi", diretta dal Dott. Michele De Benedetto, ha ottenuto il Premio Nazionale per l'alto valore scientifico assegnato dalla Società Italiana di Otorinolaringoiatria (SIO) durante il suo 100° Congresso che si è tenuto a Roma in maggio scorso. Il primo ricercatore, la Dott.ssa Luigia Garrapa, che si è formato a Lecce con il Prof. Grimaldi, dopo aver svolto un Dottorato in Linguistica presso l'Università di Konstanz, è ora supportata da una seconda borsa di Dottorato erogata dal Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari dell'Università di Padova che con lungimiranza ha finanziato questa ricerca a Lecce. Alla ricerca hanno collaborato anche il Center for Mind/Brain Sciences (CIMeC, di Rovereto, Trento), il Department of Biological Psychology and Neuropsychology dell'Università di Amburgo (Germania) e il Department of Linguistics dell'Università del Connecticut (USA). Nella ricerca Luigia Garrapa è stata affiancata dal Dott. Silvano Vitale, dalla logopedista Paola Monastero e dall'audioprotesista Manuela Greco, sempre dell'Unità Operativa di ORL del "Fazzi".
Lo studio s'inserisce all'interno delle attività del Laboratorio Diffuso di Ricerca intErdisciplinare Applicata alla Medicina (D.R.e.A.M.), nato da una convenzione fra l'Università del Salento e l'ASL/LE.
Per la prima volta in Italia la ricerca ha indagato l'effetto dell'impianto cocleare nei processi di percezione uditiva in un gruppo di bambini affetti da ipoacusia neurosensoriale grave/profonda comparati con un gruppo di normo-udenti (questo è il primo studio clinico-sperimentale che dimostra l'effettiva maturazione delle vie uditive centrali dopo l'impianto). Grazie alla combinazione di tecniche comportamentali e neurofisiologiche, mai sino ad ora applicate in clinica, è stato dimostrato che anche bambini impiantati a 3 anni dalla nascita dopo 70 mesi dall'intervento chirurgico per l'inserimento dell'impianto hanno performance uditive paragonabili a quelle dei normo-udenti. I risultati della ricerca aprono nuove prospettive d'indagine per lo screening e il follow-up dei soggetti audiolesi. Il gruppo di ricerca del CRIL e l'Unità Operativa di ORL del "Vito Fazzi" sono già al lavoro, da un lato per elaborare un software applicativo per la diagnostica oggettiva del recupero logopedico post-impianto tramite test di identificazione e discriminazione con stimoli vocalici invece dei tradizioni test con toni e parole basati sui giudizi clinici del logopedista, dall'altro per mettere a punto protocolli clinici che permettano la diagnosi precoce dell'ipoacusia neurosensoriale (infatti, i Potenziali Evento Correlati Uditivi, che non sono invasivi, possono essere rilevati anche nel sonno in bambini di pochi mesi).
È importante sottolineare che per la prima volta, nei 100 anni di esistenza della Società Italiana di Otorinolaringoiatria, il premio nazionale per l'alto valore scientifico è stato assegnato ad un gruppo di ricerca Ospedaliero-Universitario (non ORL) del Sud.